Pubblicato da: milenaldi | 2 luglio 2008

qualità urbana e concorsi

nuova stazione di Bologna dall\'alto

Da oggi comincio a rendere noto il mio lavoro nel Consiglio Comunale di Bologna.

Cercherò di pubblicare i più significati interventi in Consiglio e gli ordini del giorno sui temi a me più cari, cercando di legarli con il dibattito in corso.

Inizio con una delle tematiche per me più importanti: la qualità urbana e i concorsi, proprio ora che stiamo per approvare il nuovo Piano Strutturale Comunale (cioè il futuro sviluppo urbanistico della città).

Ormai due anni fa il Consiglio Comunale ha approvato questo per me importante atto d’indirizzo.

O.D.G. N. 36

ORDINE DEL GIORNO PER UNA NUOVA QUALITA’ DELL’AMBIENTE URBANO. LO STRUMENTO DEL “CONCORSO” COME VIA PIU’ OPPORTUNA PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLA CITTA’ DI BOLOGNA, PRESENTATO DALLA CONSIGLIERA NALDI MILENA IN DATA 16.1.2006 E ALTRI IN DATA 3.3.2006

P.G.N. 9905/2006

Premesso che

L’opinione comune e più diffusa, amplificata e consolidata dal sostegno dei media e delle riviste specializzate punta oggi la propria attenzione, con grande prevalenza, sulla qualità spesso sorprendentemente innovativa di singoli episodi architettonici (vedi, ad esempio, il caso-evento del museo Guggenheim, inserito come uno squillo nel grigiore urbanistico di una città industriale come Bilbao). Il problema che invece questo consiglio ha di fronte è di tutt’altra natura. Si tratta, cioè di affrontare con ragionata consapevolezza la inderogabile necessità di conferire assetto civico e accogliente, gradevole, umano a vaste zone della città cresciute spesso in modo disorganico e, nei casi peggiori, affrettato e casuale.

Si presenta oggi, quindi, l’opportunità di prevedere per parti consistenti dell’abitato l’aspetto proprio di una città, di un luogo cioè in cui sia possibile e grata la convivenza, l’espletamento delle funzioni abitative, di lavoro, di svago, di colloquio. Per raggiungere tale scopo occorre mettere in atto gli strumenti più adeguati della cultura moderna: quelli, cioè che non privilegiamo solo l’eccezionalità (che può, ovviamente trovare il suo posto) ma che invece organizzano lo spazio e tutto ciò che lo definisce secondo modi ragionevoli, attentamente studiati e adatti a ogni singolo ambiente. La innegabile bellezza, che a noi ormai risulta priva di errori, della città antica, deve trovare analoga corrispondenza nella parte, ora assai più vasta, della città moderna. Non si tratta solamente di un problema di grande disegno urbano; ma anche di una cura insistita in ogni dettaglio dell’aspetto visivo: dagli intonaci delle superfici, alla pavimentazione e a tutti gli elementi che si vogliono definire come parti della qualità urbana. Si tratta, ancora, di non considerare di secondario interesse gli aspetti urbani privi di squillo, di enfasi; quelli cioè di cui è costituita la maggioranza della città abitata, è questo il momento giusto per assumere un nuovo atteggiamento, per dare cioè risalto a ciò che nella città crea veramente l’ambiente di vita dei suoi abitanti; il portico sotto casa, il piccolo giardino, la recinzione, il sagrato, la piazza, il luogo dell’attività sportiva, e via di seguito. S’intende con ciò dire che questo consiglio non può permettersi il lusso di perdere l’occasione più opportuna per mettere in atto, sul terreno, le opportunità di una nuova cultura del convivere urbano. La messa in atto di un’ampia visione di progettualità urbanistica deve, insomma, scendere dal proprio alto punto di visuale e scrutare con infinita attenzione l’ambiente reale nel quale le persone vivono quotidianamente. Chi regge la comunità, chi la rappresenta ha il dovere morale, e deve sentire la necessità culturale, di non ammettere né casualità, né incongruità in qualsiasi zona della città.

 Premesso altresì che

- come è emerso dal Forum “Bologna, città che cambia” la qualità ambientale, funzionale ed estetica della città è un tema molto sentito dai cittadini, anche se con visioni diverse;

- l’Amministrazione Comunale è chiamata ad affrontare la tematica della qualità della città come una delle scelte necessarie per migliorare la qualità della vita dei cittadini che la abitano;

- nell’accezione più avanzata e democratica, “qualificare e riqualificare” significano favorire la partecipazione, regolare la trasformazione del territorio tenendo conto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, con l’obiettivo di integrare le diverse funzioni urbane, eliminare le barriere fisiche e sociali, valorizzare l’identità dello spazio pubblico, la bellezza e la nuova qualità architettonica e funzionale della città (anche eliminando edifici obsoleti ed esteticamente incongrui) e realizzare servizi di trasporto collettivi, spazi e percorsi pedonali e ciclabili in una visione armonica della mobilità e dell’accessibilità ai servizi pubblici e privati;

 considerato che

- l’azione di “Qualità Urbana” riguarda l’insieme degli spazi, dei luoghi e delle architetture che necessitano di interventi di riqualificazione per conferire loro nuova dignità formale e funzionale tale da favorire il senso di appartenenza e identità negli abitanti dei luoghi riqualificati;

- la “Qualità Urbana”, si attua attraverso Progetti, Piani e Programmi che tramite la partecipazione dei cittadini si propongono di qualificare e/o di riqualificare il tessuto urbano esistente ridisegnando gli spazi e le strutture pubbliche e private, anche per arricchire la dotazione di servizi e migliorare le periferie cittadine;

- la qualità della progettazione è fondamentale per determinare una reale corrispondenza tra la città pianificata e la città realizzata e perché l’ambiente urbano, reso bello e piacevole da interventi progettuali non casuali, favorisca il senso di appartenenza da parte dei cittadini;

 considerato inoltre che

- il “Concorso di Progettazione” è universalmente riconosciuto come lo strumento più idoneo per selezionare il progetto che nell’ambito urbanistico prescelto possa realizzare una condivisibile ed elevata qualità architettonica e una rinnovata immagine urbana anche costituendo l’elemento ordinatore di un processo più complesso per l’integrazione degli operatori pubblici e privati;

- l’adozione della pratica concorsuale si è dimostrata vantaggiosa anche per il committente privato in quanto offre garanzia delle scelte progettuali sufficientemente definite e certezza dei tempi;

- in urbanistica e in architettura la ricerca è data dal progetto e che la sua centralità nel confronto concorsuale facilita ed incrementa la ricerca stessa per la qualità dell’intervento stesso;

evidenziato che il Concorso di Progettazione favorisce

- una maggiore qualità di progettazione che nasce dalla competizione delle idee migliori e più innovative e dalla partecipazione dei cittadini alla definizione degli obiettivi di qualità attesi;

- il confronto culturale e professionale ai cui anche i giovani progettisti possono partecipare cimentandosi su temi che sollecitano l’approfondimento e l’innovazione culturale;

- l’esposizione al pubblico, come previsto per legge, dei progetti che rendono partecipi i cittadini all’operato della pubblica amministrazione e si propongono come eventi di cultura architettonica;

- la scelta in tempi certi, a garanzia sia per l’Ente pubblico che per il privato investitore, dei vincitori attraverso una giuria appositamente selezionata le cui motivazioni sono riportate nel verbale di concorso che è un documento pubblico accessibile a tutti;

 evidenziato inoltre che

- il PSC pone tra i suoi obiettivi principali, nella continuità tra il piano urbanistico e il progetto di architettura, quello di sostenere l’architettura contemporanea di qualità per “ri/abitare la città”;

- l’Assessore all’Urbanistica ha più volte pubblicamente espresso la sua disponibilità a favorire il meccanismo concorsuale considerandolo il migliore stimolo per una scelta progettuale qualificata e rispondente alle esigenze della città.

impegna la Giunta a

 

 

- utilizzare il “Concorso di Progettazione” come strumento per la scelta fra diverse proposte progettuali sulla stessa area, pubblica e/o privata, quello cioè che meglio risponde agli obiettivi di qualità predefiniti per le zone da ristrutturare e riqualificare contribuendo così a favorire il rilancio di una nuova cultura urbana ed architettonica, problema particolarmente sentito dai cittadini bolognesi;

- indire concorsi di progettazione, sia di architettura che di design urbano, comprese le opere pubbliche del Comune, per la qualificazione degli spazi pubblici urbani al fine di contribuire al miglioramento della qualità di vita, della quale sono parti indissolubili il diritto al bello e alla bellezza del paesaggio urbano ed architettonico;

- a tale scopo segnala l’utilità di predisporre appositi “abachi”, e cioè criteri d’indirizzo volti ad assicurare alta qualità progettuale alle singole presenze di elementi che definiscono un territorio, specie se di circoscritte proporzioni;

- adeguare a tal fine le normative e i regolamenti, a partire già dal PSC e poi dal POC e dal RUE, per favorire l’indizione dei concorsi di progettazione per interventi pubblici e privati;

- istituire ed organizzare uno specifico ufficio comunale, interno al Settore Programmi Urbanistici – Edilizi, affinché promuova e gestisca tutte le fasi concorsuali.

- promuovere entro il 2006 un Convegno Internazionale sulle tematiche della Qualità urbana, invitando tutte quelle Amministrazioni italiane e straniere che hanno al loro attivo “buone pratiche” per realizzare un evento culturale e di confronto in grado di offrire un ampio dibattito sullo strumento concorsuale e sulla qualità urbana delle città europee.

Milena Naldi

L’immagine l’ho presa in prestito qui.

 

 

 

 

 

 


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