
Una delle cose che secondo me renderebbe più interessante la nostra città sarebbe lavorare sulle potenzialità dell’arte, e soprattutto dell’arte nello spazio pubblico, per questo il mese scorso ho presentato e fatto votare in consiglio un odg dedicato a questo tema.
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O.D.G. N. 91 |
ORDINE DEL GIORNO PER UNA NUOVA QUALITA’ DELL’AMBIENTE URBANO: L’ARTE NELLO SPAZIO PUBBLICO. LO SPECIFICO RUOLO INTERDISCIPLINARE DELL’ARTE PUBBLICA E DEL PROGETTO DI ARCHITETTURA NELLA RIGENERAZIONE DELLA CITTA’ PER LA QUALITA’ URBANA PRESENTATO DALLA CONSIGLIERA MILENA NALDI NEL CORSO DELLA SEDUTA DELLA COMMISSIONE TERRITORIO AMBIENTE E INFRASTRUTTURE IN DATA 28 APRILE 2008. P.G.N. 100031/2008 |
Per una nuova qualità urbana: l’arte nello spazio pubblico.
Lo specifico ruolo interdisciplinare dell’”arte pubblica” e del progetto di architettura nella rigenerazione della città.
Premesso che
nei prossimi anni Bologna sarà interessata da grandi interventi pubblici, e non solo, e che contestualmente si stanno profilando le scelte strategiche per il suo territorio (approvazione del PSC, RUE, POC e PUA);
sono previste grandi infrastrutture di mobilità e trasporto pubblico (Stazione ferroviaria, SFM, People Mover, Metrotranvia, Civis, ecc…), e che tali infrastrutture modificheranno non solo funzionalmente, ma anche esteticamente, buona parte del tessuto urbano cittadino, a fronte di ciò sembra utile e irrinunciabile porsi le domande giuste e trovare soluzioni nuove per migliorare la qualità e l’aspetto di tali scelte;
nel momento in cui, rivedendo la propria strumentazione urbanistica e infrastrutturale, sarà forse possibile migliorare qualitativamente intere parti del nostro tessuto territoriale è bene utilizzare anche il linguaggio dell’arte, in un’ottica e in un approccio sempre più interdisciplinare, affinché l’espressione artistica possa diventare un fondamentale elemento della riqualificazione urbana di Bologna;
Premesso altresì che
spesso prevale nella progettazione e nell’attuazione una visione settoriale che non si occupa della “qualità urbana”, cioè dell’integrazione dei punti di vista e della cura dei dettagli progettuali che rendono belle le cose che si fanno;
in forma prioritaria ormai il “concorso” è considerato strumento importante e decisivo nell’attuazione e nell’approfondimento dei contenuti dei programmi urbanistici e dei lavori pubblici, nella realizzazione degli interventi sullo spazio pubblico e non solo. Infatti, con la definizione delle linee guida concorsuali vengono resi evidenti gli obiettivi di qualità, le invarianti progettuali e le specifiche necessità, assicurando così un quadro di riferimento chiaro e concreto per il confronto delle diverse proposte e visioni al fine della scelta del progetto che si ritiene più corrispondente agli obiettivi dati, quale migliore congiunzione tra l’idea del progetto urbanistico iniziale e la progettazione di dettaglio, che è poi quella che il cittadino vivrà direttamente;
a Bologna si potrà cominciare a proporre una casistica estesa di possibili applicazioni tra cui: il concorso d’idee in urbanistica, i concorsi di progettazione per le opere pubbliche, l’individuazione e qualificazione dei nuovi luoghi pubblici. In tale contesto appare importante prevedere l’aggiunta di un tema nuovo nello scenario bolognese, ovvero l’inserimento dell’arte nel contesto urbano;
Valutato che
un paesaggio metropolitano può essere arricchito con una riuscita architettura contemporanea; un paesaggio storico può essere conservato demolendo parti incongrue; un paesaggio urbano si può valorizzare attraverso la realizzazione di un sistema di elementi che possono dare identità – architettonici od artistici – mirati per lo spazio pubblico o, anche solo, partendo da un’opera d’arte capace però di relazionarsi con il contesto territoriale;
un edificio pubblico, un luogo di aggregazione, un parco, una piazza, non necessariamente dovranno contenere un’opera d’arte, ma piuttosto esprimere un’idea di artisticità. Lo stesso monumento, invece che celebrare la propria staticità consolidata da una struttura fissa, impenetrabile, potrà essere dinamico, perfino percorribile, come per esempio il mausoleo dell’olocausto di Peter Eisenman a Berlino;
gli interventi di “arte pubblica” devono essere quindi frutto di un approccio interdisciplinare indicato fin dall’inizio nei bandi di concorso, permettendo così di avviare un processo che può portare alla integrazione del concetto di opera d’arte con quello di “artisticità di un luogo”.
Ribadito che
con l’OdG n°36/06 e con i successivi specifici atti d’indirizzo, il Consiglio stesso ha impegnato già la Giunta ad:
indire concorsi di progettazione, sia di architettura che di design urbano, comprese le opere pubbliche del Comune, per la qualificazione degli spazi pubblici urbani;
adeguare a tal fine le normative e i regolamenti, a partire da tutto il sistema comune e dal PSC, dal POC e RUE, così da favorire l’indizione dei concorsi di progettazione per interventi pubblici e privati;
istituire ed organizzare uno specifico ufficio comunale affinché promuova e gestisca la qualità urbana e i concorsi e possa ripensare completamente le normative che afferiscono allo spazio pubblico sia per il centro storico che per l’intera città;
Preso atto altresì che
negli ultimi tre anni il Comune di Bologna (Settore Urbanistica – Territorio e Lavori Pubblici) ha cominciato ad indire e favorire importanti concorsi di architettura (ad esempio quello della Stazione) e a sperimentare qualche concorso di arte pubblica, e che tali concorsi sono un segnale di inversione di tendenza sul quale bisogna continuare a lavorare oltre che concentrarsi sul ruolo artistico dell’assetto urbano;
il progetto Iceberg, coordinato dal settore Cultura, nel 2008 si concentrerà proprio sull’”arte pubblica” attivando Forum (GAP – Giovani per L’Arte Pubblica) e iniziative in città;
a fronte di tutto ciò bisognerà prevedere sul tema specifico dell’”arte pubblica” una “commissione di lavoro” che sappia utilizzare tutte le competenze presenti nelle istituzioni pubbliche, in primis il museo Mambo, per istruire i concorsi d’arte e interpretare al meglio le esigenze del territorio e le potenzialità artistiche;
Considerato che:
il quadro normativo di riferimento per queste tematiche è prevalentemente regolato, ma spesso non applicato:
a livello nazionale dal provvedimento legislativo risalente al 1949 e successivamente modificato, che prevede uno stanziamento non inferiore al 2% del costo totale delle costruzioni o ristrutturazioni degli edifici pubblici “per l’abbellimento degli stessi con opere d’arte”;
a livello regionale dallo strumento legislativo della LR n.16/02, che favorisce la riqualificazione del paesaggio urbano degradato o da riqualificare, anche con interventi concorsuali che prevedano opere d’arte;
Impegna la Giunta a
predisporre un proprio atto in cui siano indicate e programmate le aree e le opere pubbliche da sottoporre a procedura concorsuale interessate da interventi di qualità urbana e di “arte pubblica”.
In particolare quelle previste dal PSC; aree da riqualificare, di nuova espansione e dimesse o dimettibili; aree militari che diverranno patrimonio comunale; aree che sono attualmente di proprietà pubblica nei vecchi comparti di riqualificazione urbana, oltre alle aree ferroviarie non oggetto del primo concorso;
individuare quegli spazi pubblici del tessuto urbano esistente (piazze, slarghi ecc…) che necessitano di riqualificazione e di caratteri formale ed artistico, per i quali prevedere concorsi d’arte o di design urbano, così come per le importanti aree urbane attraversate dalle nuove infrastrutture;
concordare con RFI l’inserimento nel grande concorso della stazione di un apposito concorso specifico d’”arte pubblica”;
prevedere interventi artistici nei comparti urbanistici ad attuazione privata equiparandoli ad opere di urbanizzazione similmente ad altre opere normalmente a carico dei privati attuatori;
accantonare il 2%, come previsto dalla legge, di quanto stanziato per la realizzazione delle opere pubbliche previste nel Piano triennale del Comune di Bologna, da utilizzare per l’ “arte pubblica”.
Milena Naldi
APPROVATO con 15 voti favorevoli (PD – SD)
4 contrari (TUA.BO – FI.PDL – MISTO)
assenti (RIF.CO. – VERDI – SO.CIV. – AN-PDL)
La foto l’ho presa in prestito qui.